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The phenomenological turn in education. The legacy of Piero Bertolini’s theory

Letizia Caronia
At the end of the Fifties, an Italian scholar, Piero Bertolini, provided a phenomenology-based theoretical framework for rethinking education that largely anticipated the phenomenological turn that was to impact social sciences in the following decades. By founding his proposal on Husserl’s phenomenology, Bertolini proposed a major theoretical shift in educational theory, research and practice: from “what reality (i.e. natural facts, other peoples’ behaviour, traditions, established social order, everyday routines, early years etc.) does to people”...

Being educators in extreme contexts. When practice challenges theory

Francesco Lo Presti & Fausta Sabatano
Educating in extreme contexts means accomplishing a challenge with at the same time different degrees of complexity and difficulty. Of course, the skills and professionalism of an educator (professional, teacher, children’s entertainer) who works in such contexts must have characteristics of such specialization so as, in some way, to “systemize” the emergency, its being not a random event to be managed, but a condition of the working context. Starting from these premises, this contribution intends...

Agency in language. Lessons from (and for) a phenomenological approach to education

Manuela Vaccari
Phenomenological Pedagogy shares theoretical ground with many other perspectives which have brought forward the idea of the discursive constitution of reality. Although highly diverse, these perspectives may be seen to have a family resemblance in Wittgensteinian sense. In this article, I propose an overview of them, starting with a presentation of the most consolidated and authoritative traditions, which may be considered the forefathers of the phenomenological family – having promoted the idea of the constitution...

Re-thinking Method in Educational Work. The contribution of Piero Bertolini’s pedagogical theory

Cristina Palmieri
With the aim of clearly defining how we may best understand ‘method’ in the field of education, this paper offers an analysis of the methodological model proposed by Piero Bertolini in Per una pedagogia del ragazzo difficile (Pedagogy for the troublesome juvenile). This work is of great contemporary relevance for two reasons. First, the theoretical and anthropological assumptions are clearly stated and their intimate connection with the methodological and pragmatic aspects of educational work compellingly...

When paradigm changes challenge applied research: the case of children, media and public governance. A personal journey

André H. Caron
Throughout my career as an academic and researcher in the area of children and technologies I have witnessed in this ever-evolving landscape the use of many scientific perspectives in the quest to better understand the cultural creative and educational implications of these technologies in the everyday lives of our children. After briefly describing some of these models I will address the challenges I encountered in trying to match my paradigmical approach with the expectations of...

Education: filling the mind or opening the existence? A phenomenological perspective

Vincenzo Costa
Understanding the Relationship between existence and education is one of the most fascinating and challenging issue of phenomenology. In this contribute, we explored this topic, discussing a number of pedagogical metaphors, which define education as shaping, forming, molding. In contrast with this tradition, we argue that education is a process by which a human being opens another human being to his own possibilities, opening up the horizon of the possible, and opening the subject to...

The contemporary relevance of “Ragazzi difficili”. Educational dispositives and rehabilitation practices

Pierangelo Barone
The work of Piero Bertolini crucially influenced the pedagogical study of juvenile delinquency in Italy. His theoretical contribution changed the dominant interpretative paradigm, which had previously been informed by a psychological/medical and corrective model. By redefining rehabilitation and introducing the key notion of “intentional consciousness” as a basis for helping subjects to take responsibility for their conduct, Bertolini prompted educators to adopt a new perspective and to reconsider their own stance within their educational work...

Collembola, soil fungi, wheat plants: images of their interactions

Gloria Innocenti & Maria Agnese Sabatini
Italian Journal of Mycology, Vol 47 (2018)

Varia complessità di una fototeca di ateneo

Cinzia Frisoni
Una breve introduzione alla complessità della Fototeca dell'ateneo bolognese, legata allo storico Istituto di Storia dell'Arte, con un cenno ai fondi che ne costituiscono la ricchezza visiva e documentaria. L'esperienza personale, maturata nel corso di un progetto di primo riordino di tutti i materiali in previsione del trasloco della fototeca dalla vecchia sede di Via Zamboni alla nuova di Santa Cristina della Fondazza, diventa qui l'occasione per alcune riflessioni di carattere metodologico. Per un trattamento...

Il fondo Supino "partizione antica": riordino e catalogazione

Ilaria Cristallini
L’intervento descrive le vicende di una parte della fototeca Igino Benevento Supino, che ha seguito un percorso diverso e si è ricongiunta solo nel 2006 al fondo ora conservato presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Nel 1990 un nucleo di circa 3000 fotografie, conservata nel Dipartimento di Arti visive viene trasferita all’allora archivio storico per permetterne il riordino, la tutela e la valorizzazione. Dopo diversi tentativi di riordino, nel 1992 l’ordinamento originale per...

Un'autorevole direzione: Supino e il Museo Davia Bargellini

Silvia Battistini
Igino Benvenuto Supino ebbe per quasi 10 anni l'incarico di direttore del Museo d'Arte Industriale di Bologna, a partire dal 1929, in seguito alla vacanza di direzione determinatasi con la morte di Francesco Malaguzzi Valeri. Si trovò a gestire un museo con caratteristiche assolutamente peculiari, per di più già dotato di un catalogo agile ed esauriente, corredato da un numero di foto considerevolissimo per una pubblicazione di piccolo formato dell'epoca. Per prima cosa Supino diede...

Il ruolo di Igino Benvenuto Supino per la conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico italiano

Marinella Pigozzi
Igino Benvenuto Supino è nel ristretto gruppo degli storici dell'arte e degli studiosi che già alla fine del secolo XIX si resero conto di quanto la fotografia intesa come laboratorio, occasione d'indagine personale, potesse aiutare la conoscenza del patrimonio artistico e contribuire alla crescita della neonata disciplina Storia dell’arte e dei relativi coinvolgimenti nella ricerca, nella didattica, nel restauro. Supino ha fatto largo uso della nuova tecnica d'impressione delle immagini, sia fotografando di persona, sia...

Supino a Pisa: la fotografia tra «Archivio Storico dell’Arte», il Pergamo di Giovanni e il Museo civico

Antonella Gioli
A Pisa, tra 1891 e 1896, Supino intraprende con decisione la strada della ricerca storico-artistica e della tutela del patrimonio: già con il suo primo saggio Il Pergamo di Giovanni Pisano nel Duomo di Pisa, pubblicato nel 1892 su «Archivio Storico dell’Arte», interviene con forza nel dibattito sulla ricomposizione del pergamo sulla base del modello ligneo di Giuseppe Fontana. Tale saggio viene qui analizzato, anche tramite una lettera di Supino al direttore della rivista Domenico...

Un ringraziamento

Valentina Supino
INTRECCI d'arte, N. 4 (2018): Dossier. Igino Benvenuto Supino e la sua fototeca (a cura di Marinella Pigozzi)

La fototeca “Igino Benvenuto Supino” e la sua valorizzazione

Giuseppina La Face
INTRECCI d'arte, N. 4 (2018): Dossier. Igino Benvenuto Supino e la sua fototeca (a cura di Marinella Pigozzi)

Per la valorizzazione del patrimonio bibliografico e documentario della Biblioteca “I. B. Supino”

Angela Sampognaro
La donazione Supino rappresenta un importante capitolo di storia nelle collezioni della Biblioteca a lui intitolata. Il fondo comprende oltre 300 volumi antichi, fotografie, opuscoli, estratti; tutto il materiale posseduto dimostra sia la sua vastissima cultura storica che l’ampiezza delle sue relazioni con gli studiosi dell’epoca e dei suoi interessi. Nello stesso tempo Supino ha alimentato in parallelo le raccolte librarie e documentarie dell’Istituto di Storia dell’arte, facendone così un polo di attrazione per altre...

Profili di tutela e strategie archivistiche

Giampiero Romanzi
Il contributo ricapitola, sottolineando le specificità degli archivi, i principali nodi della normativa nazionale di tutela in materia di beni culturali, applicandoli al caso dell’archivio fotografico Supino dell’Università di Bologna. Fanno seguito alcune sintetiche riflessioni sulle metodologie descrittive più idonee per un archivio fotografico. In particolare, si evidenzia la nozione di contesto, la quale può consentire, applicata sia al soggetto produttore, sia alle modalità di sedimentazione storica dei documenti, una vista unitaria e coerente del...

Il fondo Supino oggi. Prospettive di ricerca a partire dalle testimonianze fotografiche di scultura pisana del Trecento di Alinari e Ammagliati

Giulia Calanna
Questo contributo è incentrato sul fondo fotografico appartenuto a Igino Benvenuto Supino, di oltre 8.000 unità, conservato a Bologna nella Fototeca del Dipartimento delle Arti a lui intitolata. Con questo intervento si vuole illustrare il contenuto e la storia del suo fondo, donato all’Università di Bologna dagli eredi all’inizio degli anni Cinquanta, nonché il ruolo di Supino nella creazione e nell’accrescimento della Fototeca universitaria. L’attenzione di Supino nei confronti della documentazione fotografica a supporto della...

Le fotografie commissionate da John Henry Parker presenti nella fototeca di Igino Benvenuto Supino

Marinella Pigozzi
Supino per le sue indagini e le relative pubblicazioni si serviva sia di fotografie da lui commissionate, sia di fotografie amatoriali, sia di immagini professionali ricercate nei cataloghi degli studi fotografici. Riteneva i cataloghi una importante fonte di conoscenza, una imprescindibile mappa culturale da affiancare alle guide e ai racconti di viaggio, una via di diffusione e valorizzazione del patrimonio italiano, oltre che un comodo e preciso strumento per eventuali ordini. Nell’archivio fotografico a lui...

Bene, documento, fonte. La fotografia negli archivi fotografici degli storici dell’arte

Francesca Mambelli
L’intervento ripercorre alcune delle tematiche al centro del dibattito scientifico che, parallelamente alla rivoluzione digitale e al progressivo abbandono delle raccolte analogiche come luoghi di studio, si è aperto intorno alle fototeche d’arte. Tali contenuti sono stati più volte richiamati nel corso della giornata di studio sulla Fototeca Supino. Che tipo di bene è la fotografia? Che tipo di documento è la fotografia? Che tipo di fonte è la fotografia, in rapporto alla pratica storico...

Non-Performing Loans, Cost of Capital, and Lending Supply: Lessons from the Eurozone Banking Crisis

Gabriella Chiesa & José Manuel Mansilla-Fernández
This paper develops a theoretical model as a foundation of empirical analysis of the transmission channel of non-performing loans (NPLs) on bank cost of capital, credit and liquidity creation in the Eurozone. Empirical results confirm the model’s predictions and suggest that holding non-performing loans increases the cost of capital for banks in the short-term and the long-term. Moreover, the increased cost of capital reduces credit and liquidity creation, and the more so the less capitalized...

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