35 Works

«altrelettere»: rivista di critica letteraria sulla scrittura delle donne in Italia

Dacia Maraini
Der von Dacia Maraini geschriebenen Artikel für die Gründung von «altrelettere».

«Deh, non opinate, o Signora, così spregevolmente di noi»: l’Italia illustrata dalle italiane

Tatiana Crivelli
This article discusses the symbolic values assigned to Italian women writers in the historical age that precedes national unification. At the beginning of 19th century, aiming at its Risorgimento, Italy shaped its own identity. Establishing a cultural genealogy of its women, the nation-to-be finds a way to shed light on the persistence of an erudite stream rooted in the glorious tradition of the “roman mothers”, as well as to define an image of itself as...

Il chiarore che deforma – Processi deformanti nella poetica di Amelia Rosselli

Elena Carletti
The poetry of Amelia Rosselli is deeply phenomenological and stems from a tumultuous reality, a state in constant becoming. The chaos of the external reality is interiorized, and subsequently possessed, through a process of deforming filtration. This paper begins by investigating phenomenological implications in the poetics of Amelia Rosselli, which developed in line with similar approaches both in Italy, in the theories of the Gruppo ‘63, and abroad, in an essay written by Charles Olson....

Recensione a Dacia Maraini, "L’amore rubato", Milano, Rizzoli, 2012

Sibilla Destefani
"L’amore rubato", ultima fatica letteraria di Dacia Maraini, indaga il problema della violenza di genere attraverso la sua rappresentazione letteraria. Con otto racconti brevi, la scrittrice italiana mette in scena donne e bambine vittime di violenza; una violenza perpetrata all’interno e all’esterno della famiglia, sullo sfondo di una società che appare incapace di scindere l’amore dal possesso. In questa sede, oltre che a fornire una sintesi esaustiva del testo, si propone una chiave d’interpretazione del...

Saffo tra poesia e leggenda. Fortuna di un personaggio nei secoli XVIII e XIX, a cura di Adriana Chemello, Padova, Il Poligrafo, 2012, pp. 353

Luca Piantoni
The review discusses "Saffo tra poesia e leggenda. Fortuna di un personaggio nei secoli XVIII-XIX", edited by Adriana Chemello (Padova, Il Poligrafo, 2012, pp. 353). The volume is an anthology of texts that are accompanied by critical commentaries and a historical, critical and philological introduction. The anthologised texts are "Saffo" by Maria Fortuna (1776, with commentary by Salvatore Puggioni), "Faoniade" by Vincenzo Maria Imperiale (1780, with commentary by Francesca Favaro), "Vita di Saffo" by Bianca...

Wellington 2013 – Of marriages and happy endings: A reading of Clotilde Masci’s "Vigilia nuziale"

Daniela Cavallaro
"Vigilia nuziale" è un dramma di Clotilde Masci (1918-1985) pubblicato e messo in scena nel 1952. La protagonista Cristina, una donna di circa trent'anni, sta per sposare un uomo che conosce appena, figlio del migliore amico di suo padre. Alla vigilia delle nozze, Cristina si accusa del furto di un anello. Dopo che la confessione del vero ladro prova l’innocenza di Cristina, i preparativi per il matrimonio riprendono come se niente fosse successo. In questo...

Wellington 2013 – Tastefulness: Fashion, Food, Lust and Domesticity in Matilde Serao’s "La virtù di Checchina" (1884)

Francesca Calamita
Nella cultura occidentale la relazione tra il cibo e le donne è stata sempre percepita come la metafora di qualcos’altro. Dall’episodio biblico di Eva e la mela fino alla società postmoderna, le abitudini alimentari femminili sono state interpretate non solo come manifestazione di necessari atti di nutrizione ma anche come modi per esprimere affetto, sessualità e tendenza al peccato. Allo stesso tempo, il modo di vestire è stato spesso letto, nel corso dei secoli, come...

Sulla soglia: la narrativa di Maria Messina

Maria Serena Sapegno
L’articolo propone un attraversamento della narrativa di Maria Messina a partire dalla sua collocazione nel processo di quella rapida modernizzazione della società italiana che agli inizi del Novecento porta sulla scena nuovi soggetti potenziali. L’attenzione della scrittrice sembra essere focalizzata proprio sulla crisi del sistema patriarcale e sul contraddittorio venire a coscienza di diversi soggetti, in modo particolare di quello femminile. Un percorso doloroso e raramente coronato da successo, alla fine del quale c’è spesso...

L'orrore degli stupri di guerra nelle opere di Annie Vivanti

Nunzia Soglia
This contribution analyzes two works by Annie Vivanti written during World War I: the drama L’invasore, and the novel derived from it, Vae Victis!. The texts were based on sexual violence perpetrated by Germans in Belgium at the beginning of the conflict, historical events that provoked widespread indignation. More specifically, the author considers the choices of women facing pregnancies that resulted from the violence, thereby inserting herself in the extremely delicate and controversial problem of...

«Cosa umana non sono»: la Turandot di Puccini tra devianza e addomesticamento

Marta Riccobono
Nel repertorio delle donne pucciniane Turandot rappresenta un unicum. Definita «principessa di morte» dallo stesso Puccini, nell’opera eponima essa si mostra del tutto estranea a quella femminilità appassionata, a tratti patetica, che contraddistingue eroine come Tosca, Mimì o Cio-Cio-San, donne che non temono di sacrificare la propria vita in nome dell’amore. Turandot, dal canto suo, rifiutando il matrimonio e la maternità mette in crisi un sistema basato su rigide distinzioni di genere e rappresenta una...

The Caetani-Mathews Papers: Introducing René Char to the American Readership

Lorenzo Salvagni
In this article I intend to shed light on the work of Marguerite Caetani, modern and cosmopolitan editor and patron in the context of post-World War II literary history. "Hypnos Waking", the first anthology of René Char's poetry ever to appear in the United States, was published by Random House in 1956. The volume, which pioneered a long series of "Char studies" in the US, was translated by American scholar Jackson Mathews and included works...

Storie di Storia - Oxford 2015: Dal racconto all’ascolto rispettoso. La testimonianza di Luciana Nissim Momigliano

Natalie Dupré
More than fifty testimonials on the deportation to a death camp were produced in Italy between 1945 and 1947, only few of which belong to the narrative genre. Seven of these were made by Jewish-Italian writers: Lazzaro Levi, Primo Levi, Giuliana Tedeschi, Liana Millu, Luciana Nissim, Frida Misul e Alba Valech Capozzi. Millu and Tedeschi started writing in the immediate afterwar period and rewrote their testimonials many years later. By contrast, Luciana Nissim never harked...

«Compagna Chiang Ch’ing, le rivoluzioni tradiscono sempre, come i figli...». Mela o Della dialettica del Canone in Dacia Maraini.

Elvira Margherita Ghirlanda
Attraverso il dramma Mela di Dacia Maraini si intende riflettere sul difficile rapporto della scrittrice col canone (in questo caso, teatrale) e sulla funzione dialettica che in termini culturali esso può assumere. La pièce ha diversi livelli di lettura: l’azione in cui le protagoniste (la nonna Mela, la figlia Rosaria e la nipote Carmen) si confrontano; l’allegorizzazione delle loro dinamiche nella biografia di un personaggio, assente sulla scena, ma costante referente – Chiang Ch’ing, moglie...

Storie di Storia - Oxford 2015: Solo donne coraggiose nella "Stanza" di Laura Curino

Simona Scattina
La battaglia delle donne per l’accesso alla cultura diventa una metafora di coraggio nel teatro di Laura Curino. Con Una stanza tutta per me, tratto da A room of one’s own di Virginia Woolf, celebre testo del 1928, l’attrice rivisita un testo “dotto” in una chiave personale e feconda. Lo spettacolo della Curino, con il garbo e l’ironia che la contraddistinguono, partendo dal pamphlet realizza un monologo dialogato, articolato in sei capitoli più un prologo,...

Goliarda Sapienza’s Eccentric Interruptions: Multiple selves, gender ambiguities and disrupted desires

Charlotte Ross
This article considers the work of Goliarda Sapienza (1924-1996), which is currently undergoing a renaissance: early texts are being republished, posthumous works have appeared in print, and she is beginning to attract sustained critical attention for the first time. With reference to several texts, most notably "Lettera aperta", "Io Jean Gabin", "Il filo di mezzogiorno", "L’arte della gioia" and "Le certezze del dubbio", I show how her work challenges a series of received norms and...

"Dopo il divorzio" (1902, 1905, 1920) di Grazia Deledda: 'opus in fieri' sul riso del moderno

Margherita Heyer-Caput
Grazia Deledda, the second Italian and the second woman ever to be awarded the Nobel Prize for Literature in 1926, is generally cosidered a significant, yet «regional» Italian woman writer of the turn of the century, suspended between Verismo and Decadentismo. More recently, critical studies published both in North America and Italy have underlined the relevance of Deledda’s narrative for modernist discourse. A case in point is the widely neglected novel "Dopo il divorzio". Published...

Merging Territories: (Anti)Feminism in Neera’s "Una giovinezza del secolo XIX"

Ioana Raluca Larco
This article reflects on the ideological ambivalence of Neera’s autobiographical work, "Una giovinezza del secolo XIX" (1919): on the one hand, the narrator openly disapproves, in the name of moral values and tradition, of those trends meant to expand women’s domain beyond the domestic space through education and paid labor; on the other, the «narrated I» is insistently depicted as victim of her limiting domestic space. Such duality brings to mind the notion of ‘contradictory...

L’œuvre d’Igiaba Scego, femme et écrivaine : une vision interculturelle de l’héritage postcolonial

Vittorio Valentino
A new literary phenomenon, still in its infancy, is slowly growing in Italy: migrants’ children, born and/or raised in Italy, have begun to write. These writers evolves in italian society even if their origins are far more distant that the Mediterranean area: they include Congolese and Somalis, whose perspective rejects the idea of a monolithic sense of belonging. Their goal is to find a place to live without denying their origins or the community where...

Recensione a "L’altra metà del Risorgimento. Volti e voci di patriote venete", a c. di Nadia Filippini e Liviana Gazzetta, Verona, Cierre, 2011.

Giulia Brian
Questa recensione intende presentare il volume a cura di Nadia Filippini e Liviana Gazzetta "L’altra metà del Risorgimento. Volti e voci di patriote venete" (Cierre 2011): esso si articola in due sezioni, una galleria di profili di trentatré patriote che, pur avendo fatto la Storia, facilmente sarebbero rimaste nel silenzio, e un prezioso archivio di documenti vergati dalle stesse. Le biografie, le testimonianze e la struttura ‘dinamica’ permettono al lettore e alla lettrice di seguire...

Recensione a Anilda Ibrahimi, "Non c’è dolcezza", Torino, Einaudi, 2012.

Silvia Camilotti
Si propone una recensione del romanzo "Non c'è dolcezza" (Einaudi 2012) di Anilda Ibrahimi, scrittrice di origine albanese, residente in Italia e autrice in lingua italiana. Nei suoi precedenti romanzi – "Rosso come una sposa" (Einaudi 2008) e "L'amore e gli stracci del tempo" (Einaudi 2009) – l'autrice pone l'attenzione sul conflitto balcanico e sulla storia albanese. Uno dei temi privilegiati nella sua scrittura è la condizione femminile nel suo paese natale: nei suoi romanzi...

La narrazione dell’Oriente e la svolta letteraria di Cristina Trivulzio Belgiojoso: il testo-laboratorio dei "Souvenirs dans l’exil"

Flavia Caporuscio
L’articolo analizza la svolta letteraria di Cristina Trivulzio Belgiojoso individuando nei "Souvenirs dans l’exil" (1850) il testo di transito che documenta una tappa fondamentale nell’evoluzione della scrittura dell’autrice. L’opera, che nasce come una raccolta di lettere inviate dall’esilio all’amica francese Caroline Jaubert, esibisce una scrittura ibrida, contrassegnata da una commistione di generi sapientemente organizzati all’interno della cornice formale della lettera privata, e si configura come un vero e proprio testo-laboratorio che presenta manifestamente al lettore...

Sguardo di madre – Ordine simbolico, colpa e liberazione in "Una bambina e basta" di Lia Levi

Andrea Sartori
This book by Lia Levi can be read both as a document about the persecution of the Jews in Italy, and as a testimonial account of a difficult childhood. Here the young protagonist is in search of herself, in a world permeated with chauvinist rhetoric. This article first analyses the guilt-inducing mechanisms of the symbolic order of anti-Semitism, and reveals the similarities between this process and ideologies of gender domination. The article then borrows the...

Wellington 2013 – Ippolita rinascimentale: le Amazzoni americane nell’epica italiana

Carla Aloé
This paper analyses the mythography of ‘New World Amazons’ as it appears in Renaissance Italian epic poems, tracing perceptions of the myth from the discovery of America to the first half of the seventeenth century. The first part of the article documents the literary history of such legends, focusing in particular on the delayed advent of American Amazons in Italian verse. One reason for this, I argue, is that poets were unable to distance themselves...

Luigia Codemo: appunti per una biografia intellettuale

Adriana Chemello
La narrativa di Luigia Codemo ha una filiazione diretta dal romanzo storico manzoniano, da cui mutua l’interesse per le «genti meccaniche e di piccolo affare», ma attinge anche al vasto repertorio delle forme brevi, degli exempla, dei racconti morali, delle “storie vere” che sembrano riprese dalle colonne della «Gazzetta Veneta» di Gozzi, delle goldoniane chiacchiere da campiello, senza trascurare le storie sentimentali e romantiche dei racconti d’appendice. La cifra della sua scrittura sta in questa...

Wellington 2013 – «Solo le storie sono capaci di colmare gli squarci del dolore. Solo le storie ci aiutano a sopravvivere»: Autobiographic Traces in the Narratives of Dacia Maraini

Alex Standen
La pubblicazione di "Bagheria" nel 1993 e di "La nave per Kobe" nel 2001 rappresenta per Dacia Maraini un grande passo verso il genere dell’autobiografia, e l'inizio di un più meditato passaggio in direzione dell’autorappresentazione, processo che continuerà in “La grande festa” (2011) e “Chiara di Assisi – Elogio della disobbedienza” (2013). Si tratta comunque di un genere con cui per Maraini è arduo confrontarsi, come ha già ammesso in passato. Questo saggio considera alcune...

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