34 Works

La narrazione dell’Oriente e la svolta letteraria di Cristina Trivulzio Belgiojoso: il testo-laboratorio dei "Souvenirs dans l’exil"

Flavia Caporuscio
L’articolo analizza la svolta letteraria di Cristina Trivulzio Belgiojoso individuando nei "Souvenirs dans l’exil" (1850) il testo di transito che documenta una tappa fondamentale nell’evoluzione della scrittura dell’autrice. L’opera, che nasce come una raccolta di lettere inviate dall’esilio all’amica francese Caroline Jaubert, esibisce una scrittura ibrida, contrassegnata da una commistione di generi sapientemente organizzati all’interno della cornice formale della lettera privata, e si configura come un vero e proprio testo-laboratorio che presenta manifestamente al lettore...

Storie di Storia - Oxford 2015: Solo donne coraggiose nella "Stanza" di Laura Curino

Simona Scattina
La battaglia delle donne per l’accesso alla cultura diventa una metafora di coraggio nel teatro di Laura Curino. Con Una stanza tutta per me, tratto da A room of one’s own di Virginia Woolf, celebre testo del 1928, l’attrice rivisita un testo “dotto” in una chiave personale e feconda. Lo spettacolo della Curino, con il garbo e l’ironia che la contraddistinguono, partendo dal pamphlet realizza un monologo dialogato, articolato in sei capitoli più un prologo,...

Dea del cielo o figlia di Eva? La donna nella cultura italiana fra Rinascimento e Controriforma, Museo petrarchesco piccolomineo, Trieste, 21 ottobre – 21 aprile 2018.

Cristina Acucella
The exhibition Dea del cielo o figlia di Eva?, La donna nella cultura italiana fra Rinascimento e Controriforma, (Museo petrarchesco piccolomineo, Trieste, October 21 - April 21, 2018) has had the merit of collecting the vast local heritage, library and material, casting new light on some unusual aspects of women at the time. The various sections of the exhibition and those of the resulting catalogue, edited by Maiko Favaro, effectively highlight the main trajectories of...

«Nello schedario del mio cuore»: i romanzi di memoria di Giacoma Limentani

Chiara Xausa
Il contributo si propone di leggere i racconti autobiografici di Giacoma Limentani a partire dalle riflessioni sul significato e sulla funzione della memoria che li attraversano. Limentani prende le distanze da una testimonianza della Shoah che sempre più si sta trasformando in una «comune memoria omologante di sofferenze per tutti uguali» (LIMENTANI 2008, 127), rifiuta di identificarsi come testimone neutra e afferma la propria singolarità. In contumacia, Dentro la D e La spirale della tigre,...

Voci di donne per una Italia Unita: «La donna Italiana: giornale politico-letterario»

Chiara Licameli
This contribution proposes an analysis of «La donna italiana: giornale politico-letterario», journal published in Rome in 1848 by Cesare Bordiga. The newspaper - issued for only 24 numbers, from April 22 to November 11 of the same year – is founded with the aim of emphasizing the importance of women in the Italian Risorgimento and it moves onto a double line, one political and one literary: alongside the chronicle of the present upheavals are poems,...

«Compagna Chiang Ch’ing, le rivoluzioni tradiscono sempre, come i figli...». Mela o Della dialettica del Canone in Dacia Maraini.

Elvira Margherita Ghirlanda
Attraverso il dramma Mela di Dacia Maraini si intende riflettere sul difficile rapporto della scrittrice col canone (in questo caso, teatrale) e sulla funzione dialettica che in termini culturali esso può assumere. La pièce ha diversi livelli di lettura: l’azione in cui le protagoniste (la nonna Mela, la figlia Rosaria e la nipote Carmen) si confrontano; l’allegorizzazione delle loro dinamiche nella biografia di un personaggio, assente sulla scena, ma costante referente – Chiang Ch’ing, moglie...

«Cosa umana non sono»: la Turandot di Puccini tra devianza e addomesticamento

Marta Riccobono
Nel repertorio delle donne pucciniane Turandot rappresenta un unicum. Definita «principessa di morte» dallo stesso Puccini, nell’opera eponima essa si mostra del tutto estranea a quella femminilità appassionata, a tratti patetica, che contraddistingue eroine come Tosca, Mimì o Cio-Cio-San, donne che non temono di sacrificare la propria vita in nome dell’amore. Turandot, dal canto suo, rifiutando il matrimonio e la maternità mette in crisi un sistema basato su rigide distinzioni di genere e rappresenta una...

Wellington 2013 – «Solo le storie sono capaci di colmare gli squarci del dolore. Solo le storie ci aiutano a sopravvivere»: Autobiographic Traces in the Narratives of Dacia Maraini

Alex Standen
La pubblicazione di "Bagheria" nel 1993 e di "La nave per Kobe" nel 2001 rappresenta per Dacia Maraini un grande passo verso il genere dell’autobiografia, e l'inizio di un più meditato passaggio in direzione dell’autorappresentazione, processo che continuerà in “La grande festa” (2011) e “Chiara di Assisi – Elogio della disobbedienza” (2013). Si tratta comunque di un genere con cui per Maraini è arduo confrontarsi, come ha già ammesso in passato. Questo saggio considera alcune...

"Dopo il divorzio" (1902, 1905, 1920) di Grazia Deledda: 'opus in fieri' sul riso del moderno

Margherita Heyer-Caput
Grazia Deledda, the second Italian and the second woman ever to be awarded the Nobel Prize for Literature in 1926, is generally cosidered a significant, yet «regional» Italian woman writer of the turn of the century, suspended between Verismo and Decadentismo. More recently, critical studies published both in North America and Italy have underlined the relevance of Deledda’s narrative for modernist discourse. A case in point is the widely neglected novel "Dopo il divorzio". Published...

Goliarda Sapienza’s Eccentric Interruptions: Multiple selves, gender ambiguities and disrupted desires

Charlotte Ross
This article considers the work of Goliarda Sapienza (1924-1996), which is currently undergoing a renaissance: early texts are being republished, posthumous works have appeared in print, and she is beginning to attract sustained critical attention for the first time. With reference to several texts, most notably "Lettera aperta", "Io Jean Gabin", "Il filo di mezzogiorno", "L’arte della gioia" and "Le certezze del dubbio", I show how her work challenges a series of received norms and...

Recensione a Dacia Maraini, "L’amore rubato", Milano, Rizzoli, 2012

Sibilla Destefani
"L’amore rubato", ultima fatica letteraria di Dacia Maraini, indaga il problema della violenza di genere attraverso la sua rappresentazione letteraria. Con otto racconti brevi, la scrittrice italiana mette in scena donne e bambine vittime di violenza; una violenza perpetrata all’interno e all’esterno della famiglia, sullo sfondo di una società che appare incapace di scindere l’amore dal possesso. In questa sede, oltre che a fornire una sintesi esaustiva del testo, si propone una chiave d’interpretazione del...

Sulla soglia: la narrativa di Maria Messina

Maria Serena Sapegno
L’articolo propone un attraversamento della narrativa di Maria Messina a partire dalla sua collocazione nel processo di quella rapida modernizzazione della società italiana che agli inizi del Novecento porta sulla scena nuovi soggetti potenziali. L’attenzione della scrittrice sembra essere focalizzata proprio sulla crisi del sistema patriarcale e sul contraddittorio venire a coscienza di diversi soggetti, in modo particolare di quello femminile. Un percorso doloroso e raramente coronato da successo, alla fine del quale c’è spesso...

Wellington 2013 – Tastefulness: Fashion, Food, Lust and Domesticity in Matilde Serao’s "La virtù di Checchina" (1884)

Francesca Calamita
Nella cultura occidentale la relazione tra il cibo e le donne è stata sempre percepita come la metafora di qualcos’altro. Dall’episodio biblico di Eva e la mela fino alla società postmoderna, le abitudini alimentari femminili sono state interpretate non solo come manifestazione di necessari atti di nutrizione ma anche come modi per esprimere affetto, sessualità e tendenza al peccato. Allo stesso tempo, il modo di vestire è stato spesso letto, nel corso dei secoli, come...

«altrelettere»: rivista di critica letteraria sulla scrittura delle donne in Italia

Dacia Maraini
Der von Dacia Maraini geschriebenen Artikel für die Gründung von «altrelettere».

Ortese and the theory of difference in Il porto di Toledo

Cosetta Seno
Anna Maria Ortese is considered today as one of the greatest women writers of all times. This essay analyzes her contribution to Italian Women’s Literature within the context of her relationship with two major waves of the Italian Feminist Movement: that of the 1970s, centered mainly on the idea of equality, and that of the 1980s, centered on the idea of sexual difference. While writing her autobiography Il porto di Toledo Ortese became aware that...

Wellington 2013 – «There’s no place like home»: The Anxiety of Mobility in the Works of Louise DeSalvo

Bernadette Luciano
The often conflicting emotions associated with home and the tension between mobility and fixity are at the heart of autobiographical works that map Italian American writer Louise DeSalvo’s transition from working class girl to privileged «intellectual nomad» (Bruno 2002, 404). The essay is framed around the theorizing of home as a geographical space and idea and its relationship to widespread and diverse forms of mobility. Migration, exile, transnationalism, tourism, and relocation create a mobile space...

Wellington 2013 – Ippolita rinascimentale: le Amazzoni americane nell’epica italiana

Carla Aloé
This paper analyses the mythography of ‘New World Amazons’ as it appears in Renaissance Italian epic poems, tracing perceptions of the myth from the discovery of America to the first half of the seventeenth century. The first part of the article documents the literary history of such legends, focusing in particular on the delayed advent of American Amazons in Italian verse. One reason for this, I argue, is that poets were unable to distance themselves...

L’‘espace’ letterario in "Stella mattutina" di Ada Negri

Lucia Vedovi
In 1920, Ada Negri announced the publication of her Buildungsroman "Stella mattutina" with the following words: «"Stella mattutina" è la storia interiore della mia vita dai sette ai diciassette anni, in terza persona. Vi ho scolpito la figura di mia madre». By combining Julia Kristeva’s theoretical conclusions on semiotic, as expressed in "Revolution in Poetic Language" (1984) and "Language – the Unknown: an Initiation into Linguistics" (1989), and Johanna Drucker’s concept of 'espace', as formulated...

Identità e alterità nel romanzo "Amiche per la pelle" di Laila Wadia

Laura Lazzari
L’articolo si concentra sugli aspetti identitari e sulla rappresentazione dell’alterità nel romanzo di Laila Wadia, "Amiche per la pelle". Nell’immaginario edificio di Via Ungaretti a Trieste, dove è ambientata la vicenda, convivono diverse tipologie di personaggi appartenenti a varie nazionalità: italiana, albanese, bosniaca, cinese e indiana. Il pluralismo e la diversità che caratterizzano i protagonisti offrono una descrizione complessa degli stranieri che non sono definiti in modo fisso e stereotipato, bensì come personalità ibride, multiculturali...

L’œuvre d’Igiaba Scego, femme et écrivaine : une vision interculturelle de l’héritage postcolonial

Vittorio Valentino
A new literary phenomenon, still in its infancy, is slowly growing in Italy: migrants’ children, born and/or raised in Italy, have begun to write. These writers evolves in italian society even if their origins are far more distant that the Mediterranean area: they include Congolese and Somalis, whose perspective rejects the idea of a monolithic sense of belonging. Their goal is to find a place to live without denying their origins or the community where...

L'orrore degli stupri di guerra nelle opere di Annie Vivanti

Nunzia Soglia
This contribution analyzes two works by Annie Vivanti written during World War I: the drama L’invasore, and the novel derived from it, Vae Victis!. The texts were based on sexual violence perpetrated by Germans in Belgium at the beginning of the conflict, historical events that provoked widespread indignation. More specifically, the author considers the choices of women facing pregnancies that resulted from the violence, thereby inserting herself in the extremely delicate and controversial problem of...

«Deh, non opinate, o Signora, così spregevolmente di noi»: l’Italia illustrata dalle italiane

Tatiana Crivelli
This article discusses the symbolic values assigned to Italian women writers in the historical age that precedes national unification. At the beginning of 19th century, aiming at its Risorgimento, Italy shaped its own identity. Establishing a cultural genealogy of its women, the nation-to-be finds a way to shed light on the persistence of an erudite stream rooted in the glorious tradition of the “roman mothers”, as well as to define an image of itself as...

Saffo tra poesia e leggenda. Fortuna di un personaggio nei secoli XVIII e XIX, a cura di Adriana Chemello, Padova, Il Poligrafo, 2012, pp. 353

Luca Piantoni
The review discusses "Saffo tra poesia e leggenda. Fortuna di un personaggio nei secoli XVIII-XIX", edited by Adriana Chemello (Padova, Il Poligrafo, 2012, pp. 353). The volume is an anthology of texts that are accompanied by critical commentaries and a historical, critical and philological introduction. The anthologised texts are "Saffo" by Maria Fortuna (1776, with commentary by Salvatore Puggioni), "Faoniade" by Vincenzo Maria Imperiale (1780, with commentary by Francesca Favaro), "Vita di Saffo" by Bianca...

Sguardo di madre – Ordine simbolico, colpa e liberazione in "Una bambina e basta" di Lia Levi

Andrea Sartori
This book by Lia Levi can be read both as a document about the persecution of the Jews in Italy, and as a testimonial account of a difficult childhood. Here the young protagonist is in search of herself, in a world permeated with chauvinist rhetoric. This article first analyses the guilt-inducing mechanisms of the symbolic order of anti-Semitism, and reveals the similarities between this process and ideologies of gender domination. The article then borrows the...

Wellington 2013 – Of marriages and happy endings: A reading of Clotilde Masci’s "Vigilia nuziale"

Daniela Cavallaro
"Vigilia nuziale" è un dramma di Clotilde Masci (1918-1985) pubblicato e messo in scena nel 1952. La protagonista Cristina, una donna di circa trent'anni, sta per sposare un uomo che conosce appena, figlio del migliore amico di suo padre. Alla vigilia delle nozze, Cristina si accusa del furto di un anello. Dopo che la confessione del vero ladro prova l’innocenza di Cristina, i preparativi per il matrimonio riprendono come se niente fosse successo. In questo...

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