34 Works

Recensione a "L’altra metà del Risorgimento. Volti e voci di patriote venete", a c. di Nadia Filippini e Liviana Gazzetta, Verona, Cierre, 2011.

Giulia Brian
Questa recensione intende presentare il volume a cura di Nadia Filippini e Liviana Gazzetta "L’altra metà del Risorgimento. Volti e voci di patriote venete" (Cierre 2011): esso si articola in due sezioni, una galleria di profili di trentatré patriote che, pur avendo fatto la Storia, facilmente sarebbero rimaste nel silenzio, e un prezioso archivio di documenti vergati dalle stesse. Le biografie, le testimonianze e la struttura ‘dinamica’ permettono al lettore e alla lettrice di seguire...

«Nello schedario del mio cuore»: i romanzi di memoria di Giacoma Limentani

Chiara Xausa
Il contributo si propone di leggere i racconti autobiografici di Giacoma Limentani a partire dalle riflessioni sul significato e sulla funzione della memoria che li attraversano. Limentani prende le distanze da una testimonianza della Shoah che sempre più si sta trasformando in una «comune memoria omologante di sofferenze per tutti uguali» (LIMENTANI 2008, 127), rifiuta di identificarsi come testimone neutra e afferma la propria singolarità. In contumacia, Dentro la D e La spirale della tigre,...

«altrelettere»: rivista di critica letteraria sulla scrittura delle donne in Italia

Dacia Maraini
Der von Dacia Maraini geschriebenen Artikel für die Gründung von «altrelettere».

La narrazione dell’Oriente e la svolta letteraria di Cristina Trivulzio Belgiojoso: il testo-laboratorio dei "Souvenirs dans l’exil"

Flavia Caporuscio
L’articolo analizza la svolta letteraria di Cristina Trivulzio Belgiojoso individuando nei "Souvenirs dans l’exil" (1850) il testo di transito che documenta una tappa fondamentale nell’evoluzione della scrittura dell’autrice. L’opera, che nasce come una raccolta di lettere inviate dall’esilio all’amica francese Caroline Jaubert, esibisce una scrittura ibrida, contrassegnata da una commistione di generi sapientemente organizzati all’interno della cornice formale della lettera privata, e si configura come un vero e proprio testo-laboratorio che presenta manifestamente al lettore...

Goliarda Sapienza’s Eccentric Interruptions: Multiple selves, gender ambiguities and disrupted desires

Charlotte Ross
This article considers the work of Goliarda Sapienza (1924-1996), which is currently undergoing a renaissance: early texts are being republished, posthumous works have appeared in print, and she is beginning to attract sustained critical attention for the first time. With reference to several texts, most notably "Lettera aperta", "Io Jean Gabin", "Il filo di mezzogiorno", "L’arte della gioia" and "Le certezze del dubbio", I show how her work challenges a series of received norms and...

L’‘espace’ letterario in "Stella mattutina" di Ada Negri

Lucia Vedovi
In 1920, Ada Negri announced the publication of her Buildungsroman "Stella mattutina" with the following words: «"Stella mattutina" è la storia interiore della mia vita dai sette ai diciassette anni, in terza persona. Vi ho scolpito la figura di mia madre». By combining Julia Kristeva’s theoretical conclusions on semiotic, as expressed in "Revolution in Poetic Language" (1984) and "Language – the Unknown: an Initiation into Linguistics" (1989), and Johanna Drucker’s concept of 'espace', as formulated...

Casting Sound: Modality and Poetics in Gabriella Ghermandi's "Regina di fiori e di perle"

Laura Dolp & Eveljn Ferraro
This article investigates Gabriella Ghermandi’s novel Regina di fiori e di perle (2007) through two disciplinary perspectives: the first investigates music as a historical and social practice through historical observation of Ghermandi’s characters who reference Ethiopian oral traditions; and the second explores the contemporary dynamics of migration and transnational identity through textual analysis that critiques how storytelling practices are carried into an Italian context. We argue that the novel reflects a dissemination of oral memory...

Wellington 2013 – Ippolita rinascimentale: le Amazzoni americane nell’epica italiana

Carla Aloé
This paper analyses the mythography of ‘New World Amazons’ as it appears in Renaissance Italian epic poems, tracing perceptions of the myth from the discovery of America to the first half of the seventeenth century. The first part of the article documents the literary history of such legends, focusing in particular on the delayed advent of American Amazons in Italian verse. One reason for this, I argue, is that poets were unable to distance themselves...

The Caetani-Mathews Papers: Introducing René Char to the American Readership

Lorenzo Salvagni
In this article I intend to shed light on the work of Marguerite Caetani, modern and cosmopolitan editor and patron in the context of post-World War II literary history. "Hypnos Waking", the first anthology of René Char's poetry ever to appear in the United States, was published by Random House in 1956. The volume, which pioneered a long series of "Char studies" in the US, was translated by American scholar Jackson Mathews and included works...

«Compagna Chiang Ch’ing, le rivoluzioni tradiscono sempre, come i figli...». Mela o Della dialettica del Canone in Dacia Maraini.

Elvira Margherita Ghirlanda
Attraverso il dramma Mela di Dacia Maraini si intende riflettere sul difficile rapporto della scrittrice col canone (in questo caso, teatrale) e sulla funzione dialettica che in termini culturali esso può assumere. La pièce ha diversi livelli di lettura: l’azione in cui le protagoniste (la nonna Mela, la figlia Rosaria e la nipote Carmen) si confrontano; l’allegorizzazione delle loro dinamiche nella biografia di un personaggio, assente sulla scena, ma costante referente – Chiang Ch’ing, moglie...

Luigia Codemo: appunti per una biografia intellettuale

Adriana Chemello
La narrativa di Luigia Codemo ha una filiazione diretta dal romanzo storico manzoniano, da cui mutua l’interesse per le «genti meccaniche e di piccolo affare», ma attinge anche al vasto repertorio delle forme brevi, degli exempla, dei racconti morali, delle “storie vere” che sembrano riprese dalle colonne della «Gazzetta Veneta» di Gozzi, delle goldoniane chiacchiere da campiello, senza trascurare le storie sentimentali e romantiche dei racconti d’appendice. La cifra della sua scrittura sta in questa...

L’œuvre d’Igiaba Scego, femme et écrivaine : une vision interculturelle de l’héritage postcolonial

Vittorio Valentino
A new literary phenomenon, still in its infancy, is slowly growing in Italy: migrants’ children, born and/or raised in Italy, have begun to write. These writers evolves in italian society even if their origins are far more distant that the Mediterranean area: they include Congolese and Somalis, whose perspective rejects the idea of a monolithic sense of belonging. Their goal is to find a place to live without denying their origins or the community where...

Wellington 2013 – Of marriages and happy endings: A reading of Clotilde Masci’s "Vigilia nuziale"

Daniela Cavallaro
"Vigilia nuziale" è un dramma di Clotilde Masci (1918-1985) pubblicato e messo in scena nel 1952. La protagonista Cristina, una donna di circa trent'anni, sta per sposare un uomo che conosce appena, figlio del migliore amico di suo padre. Alla vigilia delle nozze, Cristina si accusa del furto di un anello. Dopo che la confessione del vero ladro prova l’innocenza di Cristina, i preparativi per il matrimonio riprendono come se niente fosse successo. In questo...

Wellington 2013 – «Solo le storie sono capaci di colmare gli squarci del dolore. Solo le storie ci aiutano a sopravvivere»: Autobiographic Traces in the Narratives of Dacia Maraini

Alex Standen
La pubblicazione di "Bagheria" nel 1993 e di "La nave per Kobe" nel 2001 rappresenta per Dacia Maraini un grande passo verso il genere dell’autobiografia, e l'inizio di un più meditato passaggio in direzione dell’autorappresentazione, processo che continuerà in “La grande festa” (2011) e “Chiara di Assisi – Elogio della disobbedienza” (2013). Si tratta comunque di un genere con cui per Maraini è arduo confrontarsi, come ha già ammesso in passato. Questo saggio considera alcune...

Wellington 2013 – «There’s no place like home»: The Anxiety of Mobility in the Works of Louise DeSalvo

Bernadette Luciano
The often conflicting emotions associated with home and the tension between mobility and fixity are at the heart of autobiographical works that map Italian American writer Louise DeSalvo’s transition from working class girl to privileged «intellectual nomad» (Bruno 2002, 404). The essay is framed around the theorizing of home as a geographical space and idea and its relationship to widespread and diverse forms of mobility. Migration, exile, transnationalism, tourism, and relocation create a mobile space...

Ortese and the theory of difference in Il porto di Toledo

Cosetta Seno
Anna Maria Ortese is considered today as one of the greatest women writers of all times. This essay analyzes her contribution to Italian Women’s Literature within the context of her relationship with two major waves of the Italian Feminist Movement: that of the 1970s, centered mainly on the idea of equality, and that of the 1980s, centered on the idea of sexual difference. While writing her autobiography Il porto di Toledo Ortese became aware that...

"Dopo il divorzio" (1902, 1905, 1920) di Grazia Deledda: 'opus in fieri' sul riso del moderno

Margherita Heyer-Caput
Grazia Deledda, the second Italian and the second woman ever to be awarded the Nobel Prize for Literature in 1926, is generally cosidered a significant, yet «regional» Italian woman writer of the turn of the century, suspended between Verismo and Decadentismo. More recently, critical studies published both in North America and Italy have underlined the relevance of Deledda’s narrative for modernist discourse. A case in point is the widely neglected novel "Dopo il divorzio". Published...

Recensione a Dacia Maraini, "L’amore rubato", Milano, Rizzoli, 2012

Sibilla Destefani
"L’amore rubato", ultima fatica letteraria di Dacia Maraini, indaga il problema della violenza di genere attraverso la sua rappresentazione letteraria. Con otto racconti brevi, la scrittrice italiana mette in scena donne e bambine vittime di violenza; una violenza perpetrata all’interno e all’esterno della famiglia, sullo sfondo di una società che appare incapace di scindere l’amore dal possesso. In questa sede, oltre che a fornire una sintesi esaustiva del testo, si propone una chiave d’interpretazione del...

Sulla soglia: la narrativa di Maria Messina

Maria Serena Sapegno
L’articolo propone un attraversamento della narrativa di Maria Messina a partire dalla sua collocazione nel processo di quella rapida modernizzazione della società italiana che agli inizi del Novecento porta sulla scena nuovi soggetti potenziali. L’attenzione della scrittrice sembra essere focalizzata proprio sulla crisi del sistema patriarcale e sul contraddittorio venire a coscienza di diversi soggetti, in modo particolare di quello femminile. Un percorso doloroso e raramente coronato da successo, alla fine del quale c’è spesso...

Il chiarore che deforma – Processi deformanti nella poetica di Amelia Rosselli

Elena Carletti
The poetry of Amelia Rosselli is deeply phenomenological and stems from a tumultuous reality, a state in constant becoming. The chaos of the external reality is interiorized, and subsequently possessed, through a process of deforming filtration. This paper begins by investigating phenomenological implications in the poetics of Amelia Rosselli, which developed in line with similar approaches both in Italy, in the theories of the Gruppo ‘63, and abroad, in an essay written by Charles Olson....

Voci di donne per una Italia Unita: «La donna Italiana: giornale politico-letterario»

Chiara Licameli
This contribution proposes an analysis of «La donna italiana: giornale politico-letterario», journal published in Rome in 1848 by Cesare Bordiga. The newspaper - issued for only 24 numbers, from April 22 to November 11 of the same year – is founded with the aim of emphasizing the importance of women in the Italian Risorgimento and it moves onto a double line, one political and one literary: alongside the chronicle of the present upheavals are poems,...

Merging Territories: (Anti)Feminism in Neera’s "Una giovinezza del secolo XIX"

Ioana Raluca Larco
This article reflects on the ideological ambivalence of Neera’s autobiographical work, "Una giovinezza del secolo XIX" (1919): on the one hand, the narrator openly disapproves, in the name of moral values and tradition, of those trends meant to expand women’s domain beyond the domestic space through education and paid labor; on the other, the «narrated I» is insistently depicted as victim of her limiting domestic space. Such duality brings to mind the notion of ‘contradictory...

Dea del cielo o figlia di Eva? La donna nella cultura italiana fra Rinascimento e Controriforma, Museo petrarchesco piccolomineo, Trieste, 21 ottobre – 21 aprile 2018.

Cristina Acucella
The exhibition Dea del cielo o figlia di Eva?, La donna nella cultura italiana fra Rinascimento e Controriforma, (Museo petrarchesco piccolomineo, Trieste, October 21 - April 21, 2018) has had the merit of collecting the vast local heritage, library and material, casting new light on some unusual aspects of women at the time. The various sections of the exhibition and those of the resulting catalogue, edited by Maiko Favaro, effectively highlight the main trajectories of...

«Cosa umana non sono»: la Turandot di Puccini tra devianza e addomesticamento

Marta Riccobono
Nel repertorio delle donne pucciniane Turandot rappresenta un unicum. Definita «principessa di morte» dallo stesso Puccini, nell’opera eponima essa si mostra del tutto estranea a quella femminilità appassionata, a tratti patetica, che contraddistingue eroine come Tosca, Mimì o Cio-Cio-San, donne che non temono di sacrificare la propria vita in nome dell’amore. Turandot, dal canto suo, rifiutando il matrimonio e la maternità mette in crisi un sistema basato su rigide distinzioni di genere e rappresenta una...

Wellington 2013 – Tastefulness: Fashion, Food, Lust and Domesticity in Matilde Serao’s "La virtù di Checchina" (1884)

Francesca Calamita
Nella cultura occidentale la relazione tra il cibo e le donne è stata sempre percepita come la metafora di qualcos’altro. Dall’episodio biblico di Eva e la mela fino alla società postmoderna, le abitudini alimentari femminili sono state interpretate non solo come manifestazione di necessari atti di nutrizione ma anche come modi per esprimere affetto, sessualità e tendenza al peccato. Allo stesso tempo, il modo di vestire è stato spesso letto, nel corso dei secoli, come...

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